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LE TORRI COSTIERE NEL SALENTO


Panorama comune ai litorali adriatico e jonico, è quello delle torri diguardia. Insediate sui promontori o in alto sul ripiano roccioso, si ergono ancora, a volte intatte, a volte in ruderi, le numerose torri di avvistamento dove, nei tempi oscuri delle incursioni saracene, si stava all'erta per scorgere il perico che veniva dal mare. Se le prime opere di difesa nel Salento si debbono ai normanni che giunsero in Puglia nel corso dell'XI secolo, fu con Federico II che si ampliò notevolmente la rete difensiva della penisola, con la costruzione di numerosi castelli, così come di presidi sulla costa. Ma fu sotto il regno di Carlo d'Angiò che, nel XIII secolo, si dette inizio all'edificazione delle prime torri costiere. Nel corso del 1500 poi, sotto l'impulso di Ferrante d'Aragona e di suo figlio Alfonso prima e durante il regno di Carlo V successivamente, si verificò un ulteriore incremento dei baluardi costieri. Nel corso di questo generale riarmo difensivo, la struttura delle torri subì una modifica sostanziale, perché l' invenzione della polvere da sparo aveva reso obsolete le primitive strutture concepite per una difesa da armi tradizionali. Si alzarono quindi le mura delle torri e se ne costruirono di nuove, sia a pianta quadrata che circolare. Edificate in maniera tale che fossero a vista le une con le altre, fe torri erano in grado di comunicare tra di esse e con l'entroterra, sia per mezzo di segnali di fumo, di giorno, che per mezzo di fuochi, di notte. Le difese proprie delle torri prevedevano quindi che il primo piano della costruzione fosse reso inaccessibile; ad esso sipoteva quindi accedere solo con delle scale a pioli dall' esterno o per mezzo di una scala interna costruita nei muri o infine grazie a un ponte levatoio. La guarnigione di una torre era in genere costituita da un torriere e da quattro cavalieri che dovevano all'occorrenza segnalare le incursioni alle popolazioni dell' interno. Ai costi necessari alla costruzione delle torri al loro mantenimento così come a quello delle guarnigioni, provvedevano i vari nuclei familiari, fuochi, delle popolazioni protette. E' immaginabile lo stato d' ansia che doveva provare chi viveva in prossimità del mare, anche alla luce del ricordo dell' eccidio di Otranto avvenuto ad opera della flotta di Maometto II, nel 1480. Nonostante l' esistenza delle torri costiere le razzie e le incursioni erano all' ordine del giorno e così le popolazioni rivierasche dovettero convivere loro malgrado con questo fenomeno endemico che sopravvisse alla sconfitta della flotta turca, avvenuta nella battaglia di Lepanto del 1571, tanto che si ha notizia di incursioni islamiche nei pressi di Acaya, ancora nei primi anni del 1700.

Le incursioni piratesche dei turchi nel Salento non hanno,fino al 1500,una risonanza tale da spingere la autorità ad intervenire drasticamente per scongiurare il terrore che viene dal mare.

La presa di Otranto del 1480 e il sanguinoso saccheggio di Castro del 1537,rendono ormai indispensabile un’opera di fortificazione del territorio.La strategia per la difesa del Salento prevede la costruzione ex novo di torri di avvistamento e fortilizi e la ristrutturazione delle numerosi torri torri di età Sveva e Angioina , non che la fortificazione delle masserie.

La maggior parte delle torri costiere risale agli anni 60 del ‘500, poco prima della vittoriosa battaglia di Lepanto(1571) che avrebbe radicalmente ridimensionato la presenza turca del Mediterraneo Occidentale. Le torri costiere della provincia di Lecce si concentrano per lo più sul versante adriatico. Al turista interessato che intendesse percorrere la bellissima litoranea da San Cataldo fino a Capo di Leuca e da qui risalire il versante Ionico fino a Porto Cesareo, si presenterebbero delle strutture possenti, testimoni di quel clima di paura , ma anche di fiera resistenza nel quale visse la popolazione salentina per secoli.

Da vedere la torre di Roca Vecchia, nel cuore di uno dei più importanti parchi archeologici del Mediterraneo, Torre dell’Orso nell’omonima località balneare; Torre del Serpe simbolo di Otranto e Torre Sant’Emiliano che si protende solitaria verso il mare. Sul versante ionico Torre Sabèa e torre delle Quattro Colonne presso Gallipoli che si affacciano su un litorale fantastico.




SCRITTO DA PASCA EMANUELE LUIGI
 
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