Grotte a Castro - Salento
La Grotta Romanelli è una grotta costiera posta lungo la litoranea che da Santa Cesarea conduce a Castro. E' anche piuttosto vicina a Grotta Zinzulusa.
La presenza di Grotta Romanelli fu segnalata fin dal 1861 da Ulderico Botti ma la sua scoperta si deve a Paolo Emilio Stasi nel giugno del 1900 che riusì a liberarla dalla occlusione presente all'ingresso.
Grotta Romanelli fu molto frequentata a partire dal Paleolitico medio fino alla fine sempre del Paleolitico allorquando a causa di una breccia ossifera rimase chiusa sino agli intervento di Stasi.
In tutta la fase del paleolitico si è accumulato un notevole deposito di materiale antropico oggetto di numerosi studi nel secolo scorso di cui il più rilevante è sicuramente quello di Gian Alberto Blanc che ne rintracciò la sequenza stratigrafica.
Tra i ritrovamenti più interessanti noveriamo i resti di pinguino boreale (l'Alca Inpennis esintosi nell'800), gru islandiche, strogale e gabbiani artici.
Grotta Romanelli è stata la prima grotta italiana a restituire resti di arte parietale risalenti al Paleolitico in uno stile che uno dei massimi studiosi della grotta, Graziosi, definisce "mediterranea" con motivi incisi su osso, e pietre con temi zoomorfo o in misura minore antropomorfo.
La Zinzulusa è una grotta naturale costiera (posizione geografica 40°00'43?N 18°25'50?E? / 40.01194, 18.43056), sita lungo il litorale salentino tra le località di Castro Marina e Santa Cesarea Terme. Le acque antistanti sono attrezzate per la balneazione, e molto apprezzate per la loro pulizia e limpidezza.
Carsismo.
La denominazione della grotta deriva dal termine dialettale "zinzuli", stracci, ed è dovuta alle formazioni carsiche, in particolare stalattiti, che pendono dal soffitto come fossero stracci appesi. La formazione della grotta, avvenuta per erosione marina, è ricondotta al periodo del Pliocene.
Fauna acquatica. La grotta, idealmente divisibile in tre zone (ingresso, cripta e fondo), è invasa da acque sia marine che dolci sorgive, limpidissime e fredde. In esse è particolarmente interessante dal punto di vista faunistico la presenza di poriferi, organismi generalmente non adatti ad ambienti isolati; in generale la grotta è ospite di una inusuale diversità biologica.
Tutela. L'americana KWI (Karst Water Institute) ha inserito il nome della grotta nella lista dei 10 sistemi carsici a maggior rischio, cui è necessario garantire sufficiente tutela.